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La storia, quella vera. E a chi non va bene - e rompe - allora paga, e i cocci sono suoi!

Chi é veramente interessato alla loro storia e non é finito su questa pagina per sbaglio, deve sapere che chi ha scritto queste righe è bellissimo.
La storia dei Pussywarmers comincia, come la maggior parte delle storie, dal principio, ma ciò che la differenzia da tutte le altre è che questa non solo non è una vera storia, ma addirittura non esiste nemmeno nella finzione!
Cosa che del resto non stupisce più di quel tanto, dato che il mondo oggi è pieno di cose che non esistono.

Ciemmecu, l’avventura dei Nostri cominciò alcuni anni or sono quando una sera di grande festa nella capitale cantonale, Dug Merzacchia si ritrovò per i suoi capelli oscuri, che 'l rutto via era smarrito! Da quella sera, il mondo (anche se non se ne accorse nessuno) non sarebbe mai più stato lo stesso. Ispirato da Bacco e da lui guidato fino al bancone ordinò un altro mezzo di birra e propose l’idea a Raoul detto il Poliglotta e a Simon Cameltrophy di formare un gruppo musicale. Considerando le origini da cui i tre provengono l’idea iniziale fu quella di formare un gruppo sulla falsa riga dei Village People, ma essendo soltanto in tre non riuscirono mai a chiudere il cerchio. Si dedicarono così alla musica punk, spaziando leggiadramente tra cover dei mitici Honey Flowers, dei Pennywise e dei Beastie Boys, ecc ecc.

I “Warrms” erano nati - tutto era pronto per sfondare nel mondo della musica: Simon alla chitarra, Raoul al basso e Dug alla batteria. Un giorno, in un momento di debolezza, raoul saltò un giro di birre e cominciò a pensare; essendo il più sveglio dei tre fu anche l’unico in grado di accorgersi che mancava qualcosa... un cantante! Subito lo stesso Raoul si offrì anche per quella parte, con ottimi risultati. Gli altri due colti dalla gelosia riuscirono a convincerlo che, per dirla con le parole di Dug, "faceva cagare". Simon ripensando con nostalgia a quei momenti oggi commenta così: “Mhmm... pfffff, ma... ufff... pesoooo... cazzo vuoi da me, chiedi a Dug!”. I tre si affidarono, all’unanimità, alla voce dell’altrettanto talentato Nicola Peoplelini, che immediatamente si identificò con la filosofia trash del gruppo. Alla loro prima pseudo-apparizione dal vivo al bar Il topo rosso (no non è un bar di comunisti, no non vengono consumati bambini!) dopo le prime due canzoni, o forse una sola, e un’ottima impressione lasciata al pubblico ancora presente (prima numerosissimo), Fabio Thepoz (già cantante degli Shimes) prese il posto di Nick e cantò “Rock this town” degli Stray Cats. Immediatamente sboccio l’amore tra i quattro che, subito dopo, decisero insieme di lasciar esprimere al meglio Nick nell'atto secondario di interpretare sé stesso, ossia un vero e proprio cretino!

Sotto l’influenza del nuovo cantante il gruppo si evolse cercando ispirazione soprattutto nella musica di metà del secolo passato, lasciandosi coinvolgere dalla cosiddetta musica di satana: il rock and roll, e naturalmente da giga e giga di materiale vietato ai minori scaricato da internet! Il basso diventò un contrabbasso, mentre la chitarra di Simon restò una chitarra. Sotto la continua pressione del cantante (sostenendo che “ma vaffanculo, con un nome così non si cuccherà mai!”) il gruppo decise di cambiare nome e si giunse così, come disse il chitarrista “per un perverso gioco di assonanze” al nuovo nome: The Pussywarmers.

Arrivò così la sera del loro primo concerto serio... (serio?!?!?)... al Living room di Lugano: un successo strepitoso, suonando un ritmato coinvolgente rockabilly fecero letteralmente impazzire le ragazze del pubblico, tra cui molte scoprirono, grazie alle vibrazioni del basso, il famigeratissimo punto G.

Il treno ormai era partito, chi vi era a bordo e ha vissuto quei primi anni non dimenticherà mai quella mitica battuta che fece Sebino quella sera d’estate. Hanno tutti riso tanto e pasta poca, ma va beh, questa è un’altra storia. Insomma come dice la canzone “finché la barca va, lasciala andare...” si godettero la vita tra, come è tipico delle rockstar, droghe, sesso (sempre poco!) e rock and roll! E il fatto che nessuno di loro possedesse una barca da lasciare andare non interessava a nessuno.

Va detto che, quando ci si dà ai vizi e alla bella vita si creano sempre frizioni tra i componenti di un gruppo e in particolare durante i tour. Fortunatamente però i Pussywarmers di tour non ne hanno ancora fatti e così suonano ancora insieme. Il peggior momento di crisi della promettente band ticinese si produsse quando Simon cominciò una relazione, prima segreta poi sottoufficiale e poi ufficiale, con uno degli amici immaginari del cantante.

Altro momento estremamente difficile per tutta la band fu quando scoprirono che Dolly, la bambola gonfiabile mascotte del gruppo, si bucava…; un colpo veramente durissimo per tutti che contavano su di lei nei momenti di solitudine. È comunque grazie a Raoul, il quale nei momenti più critici riesce sempre a distrarre gli altri iniziando a parlare di Oberflächespannung e di laser che a quanto pare attraverserebbero lo spazio da soli, che i Nostri, ascoltandolo rapiti, dimenticano attriti e...e..."e la birra ormai é calda ed é ora di andare all'oops, che se no Zep ci segna il ritardo".

Il tempo, che in realtà non esiste, a quanto pare passa comunque... Così oggi i pussy sono quello che erano ieri, un po' imbruttiti magari, ma con il senno di poi che solamente chi é arricchito dall'esperienza di una notte ed un giorno in più possiede! Sempre contenti di suonare appriffittano di ogni occasione! Beh..., mai dire mai, e... tutto bene quel che finisce bene! Ma questa storia non é ancora finita, e non escludendo l'inconcepibile e finché l'universo continuerà ad espandersi, o almeno i loro, non finirà MAI!

Che ci crediate o no è esattamente così che si sono svolti i fatti, o quasi…

Leggi l'intervista ai Pussywarmers su Nextpunk
The Pussywarmers © 2005 - Ciano. Illustrazioni: Seba